FRANCESCA INCUDINE

Radica

Esce “Radica”, il nuovo album di Francesca Incudine, che segna il ritorno discografico della cantautrice ennese dopo sette anni. Quattordici brani (quindici sul disco fisico, compresa una ghost track), tra folk e pop d’autore, che raccontano vissuti personali che si specchiano in scenari e fatti realmente accaduti o anche solo immaginati. Protagoniste sono le donne; forti, militanti, come la maestra sarda Mariangela Maccioni o l’attivista pakistana Sabeen Mahmud. Come le radici (“radica” in siciliano) che si fanno strada in silenzio e nel nascondimento, così nasce questo disco che parla di storie che, apparentemente distanti tra loro, si cercano e si intrecciano nelle profondità. Un album intenso, in parte autobiografico, che scava anche nel profondo di questi anni di vita dell’artista: negli eventi, nelle trasformazioni, nei sentimenti.


L’album è stato arrangiato da Manfredi Tumminello, Raffaele Pullara e Salvo Compagno (tranne “Coroncina”, con la produzione artistica di Mario Incudine e “Du paruleddi”, con la produzione artistica di Antonio Vasta) e vede la presenza di numerosi ospiti: Pino Ricosta, Mario Tarsilla, Davide Inguaggiato, Samuele Davì, Daniele Schimmenti, Antonio Vasta, Salvatore Clemente, Riccardo Botta, Giovanni Arena, Germana Di Cara, Simal Nafees, Nafees Ahmad, Mario Incudine, Angelo Incudine.


Genere: Folk, World Music


CD

BUY

OVADIA FAMULARI GAZICH

Yiddish Blues

Esce per Moonlight Records, in collaborazione con MoovOn, “Yiddish Blues”, il disco del progetto cantautorale di Moni Ovadia insieme a Giovanna Famulari e Michele Gazich. Nato da un sodalizio umano e artistico consolidatosi negli ultimi anni, “Yiddish Blues” ha preso forma da un nucleo di originali – fortemente legati al genocidio palestinese – composti da Ovadia, Famulari e Gazich e ha poi attinto all’immensa conoscenza di Ovadia di canzoni composte da popoli in esilio: dai neri d’America alla tradizione yiddish, i brani sono stati trascritti, adattati alla tonalità vocale di Moni Ovadia e arrangiati in partiture rigorose che hanno lasciato tuttavia spazio all’improvvisazione.


“Yiddish Blues” non è uno spettacolo teatrale, non è teatro canzone, ma è, per la prima volta, “il concerto di Moni Ovadia”, neonato cantautore. È un affondo poetico e musicale nelle culture dell’esilio, nella spiritualità dei popoli senza patria, nel dolore e nella resistenza trasformati in canto.


Genere: Cantautorato / Poetry


CD

BUY

BIANCA D'APONTE

Ensemble per Bianca d'Aponte

Dopo 22 anni Bianca d’Aponte canta le sue canzoni in dieci brani, con la voce restaurata, curati da tredici produttori artistici. Ognuno ha scelto il colore che riteneva più adatto, valorizzando il timbro caldo della cantautrice, le sue idee e le sue intenzioni e rendendo questo lavoro più che mai attuale.


Si intitola “Ensemble per Bianca d’Aponte” ed è il primo album dove si potrà ascoltare la voce della cantautrice aversana scomparsa nel 2003 all’età di 23 anni, proprio mentre stava lavorando al suo primo lavoro in studio. Lo scorso anno, dopo la realizzazione di un podcast di Rai Radio Techetè interamente dedicato a lei, molti di quei brani sono stati riscoperti. Ed è così che un gruppo di amici e la famiglia d’Aponte hanno messo insieme le idee e le forze per realizzare finalmente questo primo album della cantautrice. Così è nato prima il gruppo “Noi siamo un Arcipelago”, che ha avviato e seguito il lavoro e le scelte editoriali e promozionali, composto da Elisabetta Malantrucco e da Mauro De Cillis, Enrico Deregibus, Duccio Pasqua, Ferruccio Spinetti, Cristiana Verardo e dall’organizzazione del Premio Bianca d’Aponte, e poi l’ “Ensemble per Bianca” composta dai produttori artistici Bianca d’Aponte, Fausto Mesolella, Ferruccio Spinetti, Giuseppe Gioni Barbera, Andrea Beninati, Bungaro, Mimì Ciaramella, Alessandro Crescenzo, Biagio Felaco, Saverio Lanza, Mauro Palmas, Marcello Peghin, Cristiana Verardo e dai musicisti Max Calò, Cristina Donà, Giulio Proietti, Raffaele Quarta e Sandro “Raff” Rosati.


“Se non sapessimo nulla di Bianca d’Aponte – scrive il giornalista e critico musicale John Vignola – rimarremmo in ogni caso colpiti dall’essenzialità poetica di questa raccolta: non solo per le immagini, le istantanee che attraversano e uniscono paesaggi, sentimenti e personaggi, ma soprattutto per l’efficacia nel mettere assieme concisione e lirismo, evitando retorica e divagazioni gratuite. Nelle tracce c’è qualcosa di cristallino, che a vent’anni, quelli che aveva l’artista, non è ancora incrinato dalle inevitabili disillusioni e nemmeno da ripensamenti, malizie tecniche o necessità, per così dire, mercantili. Rimane uno slancio creativo che vola verso un orizzonte lontano altri vent’anni, anni che non sono riusciti a scalfire una tale freschezza di musiche e di parole”.


Il CD è accompagnato da un elegante booklet i cui testi, per scelta dei promotori, sono quelli ritrovati tra gli appunti di Bianca d’Aponte e, talvolta, presentano delle discrepanze rispetto al cantato.


Genere: Pop d’autore


CD

BUY

ZIAD TRABELSI, GABRIELE COEN

Dialoghi

“Dialoghi” è incontro e confronto tra le sensibilità musicali di Ziad Trabelsi e Gabriele Coen: un progetto dove l'oud e le sonorità del sax e dei clarinetti tessono conversazioni sonore accompagnate dal contrabbasso di Marco Loddo, ospite del progetto, rivelando affinità profonde tra le culture musicali mediterranee e proponendo composizioni originali accanto a riletture della tradizione.


Ziad Trabelsi è un musicista e compositore nato a Tunisi nel 1976, figura storica dell'Orchestra di Piazza Vittorio e fondatore del progetto Carthage Mosaik. Attivo in numerose collaborazioni nazionali e internazionali, è docente e promotore di iniziative culturali e didattiche dedicate alla tradizione araba e alla contaminazione musicale. Gabriele Coen, sassofonista, clarinettista e compositore, noto per l'incontro tra jazz e musica etnica, è fondatore dei KlezRoym e autore di numerose produzioni discografiche e colonne sonore, con una lunga attività di ricerca sui repertori ebraici e mediterranei.


“Dialoghi” si sviluppa come una successione di dodici incontri musicali, per lo più originali, che esplorano memoria, identità e scambio culturale. Il repertorio attinge al patrimonio arabo ed ebraico, al jazz d'improvvisazione, alla world music, al blues e al rock, combinando arrangiamenti raccolti ed episodi di libera invenzione. L'album privilegia il dialogo timbrico e narrativo tra oud, fiati e contrabbasso, costruendo un percorso coerente pensato per l'ascolto integrale ma ricco di singoli momenti evocativi. La musica, ponte tra le culture e linguaggio universale che parla direttamente al cuore, ci guida in un viaggio attraverso il Mediterraneo alla ricerca di radici comuni e di spazi di dialogo, incontro e conoscenza.


Genere: World music


CD

BUY

FABULARASA

Atlante

Undici brani, undici “storie universali”. Un sound rinnovato, ma con il marchio di fabbrica riconoscibile dei Fabularasa: la fusione tra jazz e i suoni del mondo. Si intitola “Atlante” il nuovo album del quartetto barese, che torna con un nuovo progetto discografico dopo 13 anni da quel fortunato “D’amore e di marea” che nel 2012 l’ha portato a un soffio dalla vittoria della Targa Tenco per il miglior album assoluto.


Nel loro terzo disco i Fabularasa confermano la propensione per la “musica suonata”, la commistione di stili e di influenze, la perizia esecutiva, la cura nei testi e la vocazione internazionale: tratti distintivi di un progetto che questa volta si arricchisce di inedite scelte sonore anche grazie alla collaborazione con una grande firma del jazz europeo, il pianista portoghese Màrio Laginha, considerato in patria il punto di congiunzione tra Chopin e Keith Jarrett e noto anche per la lunghissima collaborazione con la cantante Maria João. Laginha, alla sua prima produzione italiana, suona e partecipa agli arrangiamenti di sette tracce di questo corposo lavoro in studio. Ma “Atlante” vanta anche altre preziose partecipazioni, come quella di Patrizia Laquidara, la cui voce duetta con Luca Basso nel brano di apertura che dà il titolo all’album, e quella del sassofonista Roberto Ottaviano, per due volte vincitore del premio della critica come miglior musicista jazz italiano dell’anno.


Tra le nuove sfide contenute in questo disco anche quella di confrontarsi con l’interpretazione di un brano originale non proprio. Accade con l’inedito “Itaca”, composto da Claudio Sanfilippo, e con “Io e la mia sedia”, invettiva contro la pena di morte di Enzo del Re.


Genere: Cantautorato italiano


CD

BUY

EDWARD ABBIATI & THE RATTLING CHAINS

Live at Nidaba - LP+CD ed. limitata

Edward Abbiati pubblica il suo quarto album solista – il tredicesimo in totale, contando quelli con i Lowlands e gli ACC – e ci propone stavolta un lavoro immediato e senza filtri. Si tratta infatti di un album dal vivo, registrato in un’unica serata al celebre Nidaba Theatre, minuscolo tempio del rock nascosto in una vietta laterale dei Navigli milanesi.


Abbiati, un londinese trapiantato in Italia, ha alle spalle un decennio di tour con i Lowlands e gli ACC (Abbiati Cantarelli Conspiracy), nonché una fiorente carriera solista iniziata dopo che i Lowlands hanno rallentato, interrotta nel 2017 da una diagnosi di tumore. Dopo l'operazione e la guarigione, ha vissuto un'esplosione creativa che ha portato agli album "Beautiful, at night" (con gli ACC), "Beat the Night" e l'ottimista "To the Light".


Il nuovo album live attinge a tutta la sua produzione, inclusa quella con i Lowlands e la collaborazione con Chris Cacavas. È stato registrato con la band di amici battezzata The Rattling Chains, e cattura il suono autentico e senza filtri di una performance rock da club, con tutti i suoi difetti ("amplificatori che friggono, testi che si dimenticano, accordi che mancano") e la spontaneità delle jam.


"Live at Nidaba Theatre" esce in una speciale edizione limitata in vinile con CD bonus e un poster.


Genere: Rock


Ed. limitata LP + CD

BUY